11 settembre 2018 admin

Quali sono i fattori che determinano un buon inserimento lavorativo di persone con disabilità?

Nella cornice della Biblioteca Agorà di Lucca, lo scorso 6 settembre, aziende, tutor, orientatori e operatori dello scouting e matching del progetto Onda, si sono confrontati sul tema dell’inserimento lavorativo di persone con disabilità condividendo in un vivace world cafè le loro esperienze e considerazioni.

L’esito del progetto ONDA*, infatti, grazie al quale sono stati effettuati più di 90 inserimenti in stage per 84 persone con disabilità, è stato il punto di partenza per una riflessione di più ampio respiro.

I partecipanti hanno ripercorso le fasi del progetto, identificandone i punti di forza e di debolezza ed hanno immaginato di mettere a sistema il meccanismo di inserimento adottato, portando la discussione su un piano più generale e facendo riferimento dunque anche ad altre esperienze della loro vita lavorativa.

Il percorso di inserimento lavorativo di persone con disabilità è stato affrontato dal punto di vista della persona inserita, dei servizi e dell’azienda. Da quanto è emerso un punto di forza del progetto è stato il design stesso del processo, le figure previste ed in particolare quella del tutor che ha accompagnato il soggetto inserito in azienda. Inoltre, particolarmente utili si sono rivelati i laboratori, duranti i quali il soggetto ha potuto sperimentare e approfondire un ambito lavorativo. Il progetto nel suo complesso ha segnato una fase di crescita per i ragazzi inseriti, per le aziende e per i servizi, dando spesso origine a momenti di condivisione importanti tra il datore di lavoro e i ragazzi inseriti.

LE FASI DEL PROGETTO

  • Accoglienza
  • Orientamento e accompagnamento
  • Formazione, corsi e laboratori
  • 1° Fase di Valutazione ICF
  • Scouting e matching
  • Convenzioni e inserimenti con tutor di accompagnamento
  • 2° Fase di Valutazione ICF

Tra gli elementi che sono stati citati come indispensabili per un buon inserimento troviamo sicuramente il coinvolgimento della famiglia, il riuscire ad averla come alleata in un percorso di crescita, la formazione per le aziende, per preparale ad accogliere la persona con disabilità e una continuità del flusso di informazioni lungo tutto il percorso di inserimento, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni fornite alle aziende.

E’ inoltre fondamentale la voglia di mettersi in gioco della persona e l’adeguatezza dei programmi formativi e lavorativi nonché un rapporto continuativo con i servizi. Un’accurata mappatura del territorio infine faciliterebbe le operazioni di scouting.

*Il progetto è stato finanziato su fondi “POR FSE 2014-2020 – Servizi di accompagnamento al lavoro di persone disabili e vulnerabili della Regione Toscana”.

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