Eppure, all’interno di questo quadro complesso emergono anche segnali di forza. Le donne stanno reinventando forme di solidarietà, mantenendo vivi i saperi tradizionali, cercando soluzioni per garantire a sé stesse e alle proprie figlie accesso all’informazione, alla cura, alla protezione. In Brasile sono state raccolte testimonianze di nuove leadership femminili all’interno delle comunità indigene; in Kenya, storie di resilienza nel gestire risorse sempre più scarse; in Tanzania, esempi di integrazione tra pratiche tradizionali e sistemi sanitari ufficiali.
Il principio chiave che ha guidato il lavoro è stato quello di produrre conoscenza insieme alle comunità, e non semplicemente su di esse. In questo modo è stato possibile restituire una lettura più completa e profonda degli impatti del cambiamento climatico sulla vita quotidiana, sulla salute e sui diritti. Al contempo, il processo di ricerca ha notevolmente rafforzato le competenze e le capacità delle persone coinvolte.
Il gruppo di ricerca di ARCO si è concentrato soprattutto sulla metodologia e sull’analisi comparativa, lavorando fianco a fianco con i gruppi locali per garantire che ogni fase del processo fosse rigorosa dal punto di vista tecnico e allo stesso tempo radicata nelle conoscenze e nelle priorità delle comunità coinvolte utilizzando un approccio decoloniale, femminista e intersezionale.
Le ricercatrici dell’Unità di Sviluppo Inclusivo hanno co-definito le domande di ricerca, sviluppato strumenti di raccolta dati adatti a contesti molto diversi tra loro e coordinato un approccio misto – quantitativo e qualitativo – capace di far emergere non solo i numeri ma soprattutto le storie, le esperienze e le strategie di adattamento delle donne.
I risultati emersi durante il percorso di ricerca invitano a guardare alla crisi climatica attraverso le vite delle donne che la vivono ogni giorno, e a costruire risposte che mettano al centro diritti, autonomia e giustizia.
Per approfondire, il rapporto è disponibile qui