25 maggio 2026 ARCO

Microsimulazioni per la cooperazione e le istituzioni: come anticipare gli impatti di politiche e progetti attraverso analisi ex ante?

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Le microsimulazioni offrono un complemento metodologico molto utile: modellando il comportamento di individui, famiglie o imprese in diversi scenari di policy, permettono di simulare ex-ante i probabili effetti di interventi normativi, riforme fiscali o shock economici. Le analisi di questo tipo forniscono ai governi, alle istituzioni pubbliche e alle organizzazioni internazionali uno strumento orientato al futuro. ARCO lavora a fianco delle istituzioni locali e delle organizzazioni internazionali per studiare, modellizzare e testare le politiche prima di attuarle, per analizzarne gli impatti in modo da ridurre i rischi e migliorare l’efficacia degli interventi e dei programmi finalizzati alla riduzione della povertà, alla protezione sociale e alla crescita inclusiva.

In un contesto in cui le risorse pubbliche sono sempre più limitate e le pressioni sociali sempre più complesse, la qualità delle decisioni di policy dipende in misura crescente dalla qualità delle analisi su cui si fondano. I tradizionali sistemi di monitoraggio e valutazione, pur essendo strumenti fondamentali, tendono a privilegiare valutazioni ex-post: analizzano ciò che è già stato implementato e traggono lezioni a posteriori. Per lasciare maggiore margine ai decisori, le analisi ex ante permettono di anticipare conseguenze inattese o confrontare scenari alternativi prima di impegnare risorse.

Cosa sono le microsimulazioni?

Le microsimulazioni indicano una famiglia di tecniche computazionali che utilizzano i dati a livello micro — tipicamente questionari e indagini sulle famiglie, sul mercato del lavoro o sui registri amministrativi — per simulare il modo in cui le politiche o gli shock esterni influenzano individui e nuclei familiari. Questi modelli possono incorporare informazioni dettagliate su caratteristiche demografiche, fonti di reddito, schemi di consumo e sistemi fiscali e previdenziali, consentendo di stimare le conseguenze fiscali, economiche e distributive delle riforme o degli shock.

Le microsimulazioni si dividono in due tipologie:

  • Le microsimulazioni statiche modellano gli effetti immediati e diretti di un cambiamento di politica su una data popolazione.
  • Le microsimulazioni dinamiche considerano, oltre agli effetti immediati, anche i cambiamenti nel tempo, come le variazioni demografiche o la partecipazione al mercato del lavoro.

La scelta tra queste dipende tendenzialmente dagli obiettivi dell’analisi, dalla disponibilità di dati e dall’orizzonte temporale considerato.

Perché le microsimulazioni sono importanti per le istituzioni e le organizzazioni?

Progettazione di policy ex-ante. A differenza delle valutazioni ex-post, le microsimulazioni offrono una prospettiva anticipatoria. Ministeri, enti locali, agenzie e organizzazioni internazionali possono testare i potenziali impatti di una riforma prima che venga attuata, minimizzando i rischi e garantendo che le risorse siano indirizzate verso gli interventi più efficaci.

Flessibilità intersettoriale. Le microsimulazioni possono essere applicate in molteplici domini: fiscalità e protezione sociale, mercati del lavoro, istruzione, salute, politiche abitative, e risposta a shock economici come i rapidi aumenti dell’inflazione o le crisi energetiche.

Gestione dei trade-off e coerenza delle politiche. Istituzioni pubbliche e organizzazioni si trovano di fronte a complessi compromessi tra crescita economica, equità distributiva e sostenibilità fiscale. Le microsimulazioni aiutano a rendere espliciti questi trade-off, identificando chi guadagna e chi perde in seguito a specifiche politiche.

Le microsimulazioni non producono previsioni ma scenari. Questa distinzione è fondamentale. L’obiettivo non è “avere ragione” su come andrà il futuro, ma costruire uno spazio di ragionamento strutturato in cui decisori, tecnici e stakeholder possano esplorare insieme le implicazioni di scelte alternative. L’attenzione si sposta dalla probabilità degli esiti alla causalità dei meccanismi — capire perché una politica produce certi effetti è spesso più utile che stimare quanto è probabile che accada. Particolarmente rilevante è il concetto di wind-tunnelling: attraverso le microsimulazioni, le istituzioni possono sottoporre le proprie proposte di riforma a stress test, verificandone la tenuta sotto condizioni avverse o in scenari estremi. Questo approccio riduce l’incertezza decisionale, aumenta la robustezza delle politiche e — soprattutto — sposta il dibattito istituzionale da una logica reattiva a una logica anticipatoria.

Comunicazione, trasparenza e accountability I risultati delle microsimulazioni — spesso presentati attraverso distribuzioni di impatto, curve di incidenza o analisi per quintile di reddito — sono strumenti efficaci di comunicazione verso il pubblico e la società civile. Rendere visibili gli effetti distributivi di una riforma fiscale, di un intervento previdenziale o di un programma di trasferimenti monetari contribuisce alla trasparenza e rafforza la accountability dei processi decisionali. Per le istituzioni che devono giustificare le proprie scelte di fronte agli stakeholder, questo è un valore aggiunto non trascurabile.

Esperienze di microsimulazione nei progetti europei e nei progetti di cooperazione internazionale

ARCO è coordinatore scientifico del progetto SWINS – Sustainable Wellbeing through Investments in Social Services (progetto finanziato dal programma Horizon dell’UE) il cui obiettivo generale è elaborare un framework efficace per la misurazione ex-ante dei ritorni dell’investimento sociale. Il progetto prevede analisi con microsimulazioni basate su un insieme di scenari coerenti e policy-relevant sugli effetti degli investimenti in politiche e servizi sociali in 8 paesi (Italia, Belgio, Ungheria, Norvegia, Serbia, Iralanda, Germania e Spagna).

Le microsimulazioni previste dal progetto SWINS servono a testare la tenuta di diverse configurazioni di policy in presenza di traiettorie di contesto che non si possono controlliare, come i cambiamenti demografici, le trasformazioni tecnologiche, variazioni dei prezzi energetici o la transizione verde, e di scelte che invece si possono modellare, come le politiche del lavoro, le politiche di cura e politiche che riguardano il sistema sanitario e i servizi sociali.

In altri termini, le simulazioni permettono di rispondere a domande del tipo: se il contesto cambia in questo modo, quale combinazione di politiche sociali produce i ritorni migliori — in termini di benessere, equità e sostenibilità fiscale?

Nell’ambito del progetto Paths2Include (finanziato dal programma Horizon dell’Ue e capofilato dall’Università di Oslo), il gruppo di ricerca dell’Unità di Sviluppo Inclusivo di ARCO ha utilizzato la piattaforma EUROMOD — il modello di microsimulazione tax and benefit dell’Unione Europea — per simulare gli effetti della riduzione del divario occupazionale di genere in alcuni paesi europei.

Combinando EUROMOD con il suo modulo Labour Market Adjustment (LMA), le simulazioni vanno oltre l’analisi delle riforme immediate: esplorano le conseguenze distributive — in termini di povertà e disuguaglianza — e le implicazioni fiscali di una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, stimando in particolare quanto spazio fiscale aggiuntivo potrebbe essere generato da una più elevata occupazione femminile.

Nel contesto di una consulenza per  UNICEF,  il gruppo di ricerca dell’Unità di Sviluppo Inclusivo di ARCO ha adattato l’infrastruttura del modello di simulazione Tax and Benefit dell’OCSE ai contesti specifici di cinque paesi a basso e medio reddito: Cina, Uganda, Bolivia, Sud Africa e Bielorussia.

Il lavoro ha permesso di simulare l’andamento del reddito disponibile per diverse tipologie di nucleo familiare in scenari di policy alternativi. I risultati hanno messo in luce le dinamiche di interazione tra sistemi fiscali e previdenziali e distribuzione del reddito, offrendo indicazioni concrete su come interventi mirati nella progettazione delle politiche possano contribuire a ridurre povertà e disuguaglianza.

Nell’ambito di una consulenza per UNICEF Tunisia, IRC UNICEF e il Centre de Recherches et d’Études Sociales (CRES), l’Unità di Sviluppo Inclusivo di ARCO ha studiato gli impatti dell’inflazione sui livelli di povertà del paese.

Attraverso microsimulazioni statiche, lo studio ha stimato l’impatto delle variazioni dei prezzi sul benessere delle famiglie e sui livelli nazionali di povertà, tenendo conto dei profili di consumo, della composizione dei nuclei familiari e della presenza di minori.

L’analisi ha completato le evidenze disponibili, producendo stime ex ante dei livelli di povertà attesi a fine 2023 in una fase in cui i dati osservati non erano ancora accessibili. In questo modo, i policy maker hanno potuto disporre di indicazioni prospettiche utili a orientare tempestivamente le risposte in materia di protezione sociale.