11 luglio 2019 ARCO LAB

La ricerca emancipatoria per rafforzare l’inclusione economica dei giovani con disabilità in Mozambico

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In Mozambico, lavoriamo per rafforzare l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità anche attraverso la ricerca emancipatoria. Il protagonismo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni si costruisce a partire dal potenziamento della capacità di analisi e lettura della realtà e delle barriere che impediscono una piena ed effettiva partecipazione alla società.

All’interno del progetto PIN – Percorsi partecipativi per l’inclusione economica dei giovani con disabilità in Mozambico, finanziato da AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e capofilato da AIFO, in partenariato con Terres des Hommes e ISCOS, i Ricercatori di ARCO, con il sostegno di FAMOD (il forum mozambicano delle organizzazioni di persone con disabilità), hanno tenuto una formazione pratica e teorica sulla Ricerca Emancipatoria a tre gruppi di giovani con disabilità nelle aree urbane di Maputo, Beira e Pemba. Le informazioni raccolte dai ragazzi durante lo svolgimento della Ricerca saranno utilizzate per sviluppare al meglio le altre attività del progetto incentrate su Formazione Professionale, Lavoro, Tecnologie per l’Inclusione e Comunicazione.

 

In Mozambico, come in numerosi altri paesi, le persone con disabilità hanno grandi difficoltà ad accedere al mercato del lavoro. Nonostante ciò, i dati sui fattori che contribuiscono ad accrescere (o limitare) questa esclusione scarseggiano. E’ proprio per questo che i Ricercatori di ARCO hanno scelto come strumento partecipativo per favorire l’inclusione sociale e lavorativa di formare i giovani con disabilità sui metodi della ricerca sociale.

La scelta di usare lo strumento della Ricerca Emancipatoria ha un duplice obbiettivo: da un lato intende aiutare a colmare alcuni vuoti nella conoscenza e nella comprensione del fenomeno della disabilità; dall’altro, intende coinvolgere direttamente le persone con disabilità portandole ad essere soggetti attivi della ricerca sociale e non unicamente oggetto di studio. Fare Ricerca Emancipatoria significa rendere lo slogan del movimento delle persone con disabilità “Nothing about us, without us” una modalità di azione anche nell’ambito della produzione di conoscenza sul fenomeno “disabilità”.

Cos’è la Ricerca Emancipatoria?

La Ricerca Emancipatoria è uno strumento partecipativo di promozione e di empowerment per i gruppi marginalizzati o a rischio di marginalizzazione. Questo tipo di approccio trova le sue radici nell’analisi dei rapporti di potere incorporati nelle attività di ricerca. Questi tipi di analisi mettono in discussione il tradizionale rapporto tra ricercatore e oggetto della ricerca con l’obiettivo finale di mettere a frutto le capacità analitiche dei soggetti marginalizzati.

La persona che partecipa a un processo di Ricerca Emancipatoria va incontro a diversi tipi di cambiamento. Prima di tutto acquisisce conoscenze pratiche sul “come si fa ricerca”. In secondo luogo ha l’opportunità di esercitare le proprie capacità analitiche in modo collettivo e condiviso. In questo modo acquisisce coscienza della propria condizione come singolo e come parte di un gruppo, per esempio accrescendo la consapevolezza sui propri diritti e su quanto questi siano rispettati ed effettivamente esercitati. Infine, va incontro a un processo di empowerment collettivo e individuale grazie al maggior controllo sui meccanismi di produzione di conoscenza e analisi delle informazioni.

La formazione in Mozambico

La formazione sulla Ricerca Emancipatoria svolta dai Ricercatori aveva quindi l’obbiettivo di portare 60 giovani mozambicani delle città di Maputo, Beira e Pemba ad avvicinarsi al quadro teorico e scientifico della disabilità e ad acquisire le conoscenze per costruire gli strumenti necessari alla ricerca in un’ottica di co-design. La formazione si è divisa in una parte teorica, con un approfondimento sul Capability Approach, sulll’evoluzione dei modelli di disabilità e sullaa Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilià, e una parte pratica che ha consentito di co-creare gli strumenti di ricerca e apprenderne l’utilizzo. Ad esempio, i giovani hanno elaborato e sperimentato, nell’ambito di simulazioni e pilot-test, dei questionari strutturati per imprenditori, delle interviste semi-strutturate con staff dei centri di formazione e la facilitazione di focus group.

Come già emerso nel caso della ricerca emancipatoria condotta tra le donne con disabilità in Palestina, il grado di soddisfazione dei giovani si è rivelato molto elevato. Così come è elevati sono l’entusiasmo e il coinvolgimento con cui gli stessi giovani stanno, ad oggi, portando avanti la ricerca con le interviste agli imprenditori e allo staff dei centri di formazione.

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No One Left Behind: una Ricerca Emancipatoria per i giovani con disabilità in Tanzania

Disability in Palestine: new perspectives from Emancipatory Research

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