18 dicembre 2019 ARCO LAB

Rendicontare l’impatto sociale: un modello per gli enti del Terzo Settore

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La recente Riforma del Terzo Settore pone al centro dell’attenzione l’accountability e la trasparenza delle organizzazioni del Terzo Settore e delle imprese sociali. Tuttavia, per la loro intrinseca diversità sia a livello locale che nazionale, è difficile individuare un modello univoco capace di rendicontare le responsabilità e gli impatti sociali di tutti gli enti del Terzo Settore. L’Unità di Economia Sociale di ARCO, insieme al DISEI (Dipartimento di Economia e dell’Impresa dell’Università di Firenze) e al tavolo tecnico di COPAS (Conferenza Permanente delle Autonomie Sociali) della Regione Toscana hanno elaborato un modello flessibile per la rendicontazione dell’impatto sociale che hanno poi sperimentato in 3 casi studio.

Il percorso scientifico che ha portato all’elaborazione del modello e alla sperimentazione è spiegato dai Ricercatori di ARCO nell’ultimo articolo pubblicato sulla rivista Management Control intitolato “Rendicontare l’impatto sociale. Metodologie, indicatori e tre casi di sperimentazione in Toscana”. Dopo una revisione della letteratura in merito, i Ricercatori spiegano infatti la necessità di ripensare la rendicontazione non finanziaria. Il modello che viene proposto vuole quindi esser un primo passo verso la costruzione di un framework condiviso di rendicontazione dell’impatto sociale.

Come rendicontare l’impatto sociale per il Terzo Settore?

Il modello elaborato dai Ricercatori di ARCO vuole rispondere alla necessità di creare una strategia per rendere conto dei propri risultati sociali e ambientali agli stakeholder e alle comunità di riferimento. Nell’articolo, quindi, gli autori propongono una possibile metodologia per la rendicontazione dell’impatto sociale che sia flessibile, adattabile, accessibile e facilmente comunicabile per le organizzazioni del Terzo Settore che sono molto diverse tra loro in termini di dimensione, natura giuridica, attività.

La proposta elaborata e sperimentata è articolata in 3 momenti chiave:

  • ♦ Il coinvolgimento degli stakeholder come fase necessaria per la costruzione partecipativa di un documento di rendicontazione sociale composta sia da elementi qualitativi che quantitativi
  • ♦ Il resoconto qualitativo della storia, dell’identità e delle attività dell’organizzazione
  • ♦ La misurazione quantitativa del cambiamento generato come impatto sociale. In questa fase la complessità riguarda la valorizzazione monetaria degli outcome delle organizzazioni che può essere risolta con la misurazione del ritorno sociale dell’investimento, detta anche analisi SROI

Il modello proposto quindi identifica delle macro-aree e delle dimensioni su cui dovrà svilupparsi l’analisi dell’impatto sociale degli enti e delle organizzazioni. Lo strumento può quindi essere adattato alle esigenze di ogni ente o organizzazione attraverso un percorso partecipativo che metta al primo posto il coinvolgimento degli stakeholder e dei beneficiari.

Quali enti sono stati coinvolti nella sperimentazione in Toscana?

Alice Cooperativa Sociale opera nell’area pratese dal 1979 nell’ambito della prima infanzia, dei minori, di consulenza psicopedagogica specialistica, disabilità, salute mentale accoglienza delle donne, anziani, inclusione sociale, cultura, intercultura e formazione. La sperimentazione si è concentrata sui servizi ai minori, nello specifico sono stati analizzati i centri diurni Azimut e Nadir che offrono servizi di natura socioeducativa con finalità di tipo formativo, di socializzazione e di integrazione, con valenza di prevenzione del rischio di devianza e arginamento del disagio sociale.

Il Circolo ARCI Giuseppe Simonti è stato fondato nel 1946 ed è diventato un circolo territoriale del comitato ARCI Valdarno nel 1982. L’associazione svolge attività di interesse generale con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro. Il Circolo ha modificato negli anni le proprie attività in conseguenza ad una sempre più scarsa partecipazione attiva dei soci ed un palpabile cambiamento sociale della località. Nonostante questo, svolge ancora una importante funzione di intermediario tra il territorio e i vari enti pubblici e in qualità di presidio territoriale, risulta un importante punto ri-creativo per la comunità anziana della zona. Il circolo si fa promotore di attività di manutenzione e decoro urbano e di interventi che mettano in sicurezza l’uso dei marciapiedi, percorsi pedonali e ciclabili, piazzole e fognature di deflusso di acque piovane.

Legambiente Firenze è una associazione nazionale ambientalista nata nel 1980 nell’ambito dell’ARCI. La sua missione è contribuire al miglioramento della consapevolezza ambientale nelle persone principalmente attraverso azioni di sensibilizzazione. Per la sperimentazione, è stato scelto il progetto di turismo sostenibile “L’anello del Rinascimento” la cui finalità è quella di sensibilizzare la popolazione ad un turismo più consapevole ed ecologico e restituire il territorio a chi lo vive.

Per saperne di più:
Unità di Economia Sociale

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