18 gennaio 2021 ARCO LAB

Perché è importante misurare l’impatto sociale?

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Il concetto di impatto sociale ha ricevuto una crescente attenzione negli ultimi anni, in particolare dopo la legge di Riforma del Terzo Settore che introduce nell’ordinamento la sua valutazione.

La Riforma infatti definisce la valutazione di impatto sociale come una “valutazione quantitativa e qualitativa sul breve, medio e lungo periodo degli effetti delle attività svolte in una comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato”. L’attenzione è quindi incentrata sulle attività che un ente o un’organizzazione svolge e sul cambiamento non economico che esse generano nella comunità di riferimento. La valutazione non vuole pertanto valutare l’organizzazione in sé, ma misurare l’efficacia del suo operato in termini di cambiamento prodotto sui territori e le comunità di riferimento.

Sebbene la Riforma non imponga la valutazione dell’impatto sociale come un obbligo normativo, ne suggerisce possibili utilizzi, soprattutto da parte delle pubbliche amministrazioni rappresentando quindi un importante passo avanti verso l’adozione sempre più frequente di questo tipo di valutazioni. Inoltre, sempre più spesso, si riscontra l’obbligo di rendicontazione degli impatti sociali per poter accedere a gare d’appalto, fondi o progettualità sia pubbliche che private.

Valutare l’impatto sociale delle proprie attività può rivelarsi particolarmente utile perché:

  • la VIS ha una funzione strategica: la valutazione permette di ottenere una conoscenza più approfondita della propria organizzazione, di monitorarne le performance e di rendere più efficiente la gestione sia delle risorse che dei progetti;
  • la VIS ha una funzione dialogica: la valutazione di impatto sociale permette di migliorare la propria accountability, ma anche di facilitare la comunicazione dei risultati ottenuti grazie ad un progetto versi propri stakeholder e agli interessati;
  • la VIS migliora l’accesso alle risorse: decidere di procedere alla valutazione di impatto sociale delle proprie attività permette da un lato di mettersi in linea con i recenti sviluppi normativi in tema di rendicontazione sociale e trasparenza e dall’altro di attirare nuove risorse sia presentandosi con un profilo più solido in occasioni di bandi pubblici e privati, sia per poter attrarre nuovi potenziali investitori fornendo loro un’informativa completa rispetto all’efficacia del proprio operato.

Le Linee Guida alla valutazione dell’impatto sociale

Le Linee Guida per la valutazione di impatto sociale, contenute nel Decreto Ministeriale del 23 luglio 2019 che ha dato seguito a quanto previsto dalla Riforma del Terzo Settore, hanno l’obiettivo di identificare degli elementi metodologici condivisi per la valutazione dell’impatto sociale. Tuttavia, questo tema resta tutt’oggi ancora aperto. Le linee guida si raccomandano infatti di basare le valutazioni su criteri e metodologie condivisi nonché su dati oggettivi e verificabili, andando a presentare con trasparenza i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi programmati e rendendo disponibili agli stakeholders informazioni sistematiche sugli effetti delle attività realizzate. Ma lasciano aperta la possibilità di scegliere quale metodologia preferire per la valutazione di impatto sociale specificando che la VIS possa essere condotta tramite metodi qualitativi e quantitativi e possono prevedere un sistema di indici e indicatori di impatto, da mettere in relazione con quanto eventualmente rendicontato nel Bilancio Sociale.

Quali metodi si possono usare per valutare l’impatto sociale?

SROI -Social Return on Investment

Insieme alla Teoria del Cambiamento, la metodologia SROI permette di costruire un racconto del cambiamento sociale generato attraverso un percorso partecipativo, qualitativo e quantitativo.
L’analisi SROI consente inoltre alle imprese e organizzazioni con un impatto sociale di migliorare la propria strategia di comunicazione e accountability, aumentare la trasparenza nell’utilizzo delle risorse e delle donazioni e attrarre nuovi capitali potendo dimostrare la validità del proprio operato andando a quantificare il ritorno sociale generato da ogni euro investito.

EHD – Evaluating Human Development

La metodologia EHD (Valutazione dello Sviluppo Umano) mette al centro della valutazione la persona, consegna risultati empirici in breve tempo e rende semplice la comunicazione di risultati complessi.
La metodologia EHD va oltre le tradizionali valutazioni focalizzate su risultati monodimensionali. Basandosi sullapproccio delle Capability di Amartya Sen, utilizza un insieme di indicatori multidimensionali relativi al paradigma dello Sviluppo Umano Sostenibile e personalizzati a seconda del contesto e dell’oggetto della valutazione.

A chi si rivolge quindi la valutazione di impatto sociale?

    • Finanziatori e donatori: Valutano l’efficacia dell’intervento realizzato dall’ETS e decidono eventuale proseguimento, interruzione o revisione del sostegno
    • Beneficiari: Ottengono un’informativa completa sui servizi/progetti a cui accedono
    • Lavoratori, collaboratori e soci: Aumentano la consapevolezza del valore prodotto dall’organizzazione in cui operano
    • Cittadini: Acquisiscono informazioni sull’utilizzo delle risorse pubbliche
    • Soggetti pubblici: Valutano i benefici sociali prodotti dagli ETS sul territorio

 

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