APEOS, studio di processi innovativi per la sostenibilità del tessile riciclato di Prato

Titolo APEOS – Sviluppo di un processo innovAtivo per la sostenibilità del tessile riciclato Pratese in conformità alla Strategia Europea per i prOdotti tessili Sostenibili e circolari

Luogo Prato, Italia

Durata 2024-2026

Capofila Comistra srl

Partners FILATI OMEGA S.R.L., L.A.I.P. S.R.L., Fondazione Pin – Polo di Prato Università di Firenze

Progetto Lana SRL

Ente finanziatore Regione Toscana (Bando PR FESR 2021-2027)

 

Contesto

Il distretto tessile di Prato si distingue per le pratiche di economia circolare che ha adottato nei propri processi di produzione e consolidato negli anni. Ciononostante, sono presenti alcune criticità dovute ad una presenza di alchilfenoli etossilati (o APEO) troppo elevata nei prodotti tessili riciclati.

Gli APEO sono un gruppo di composti chimici comunemente utilizzati come tensioattivi non ionici in una varietà di prodotti di consumo e industriali, tra cui detergenti e prodotti per il lavaggio di fibre tessili, in particolare del settore laniero. La situazione attuale pone un problema per il distretto pratese in quanto la normativa vigente prevede lo stesso valore limite per il contenuto di APEO sia in campioni di tessuto vergine che riciclato.

Le rilevazioni per il prodotto riciclato mostrano una presenza di tali sostanze oltre i limiti previsti da normativa in tutti i campioni di tessuto. Infatti, se oggi, l’uso di APEO in tessuto vergine è vietata o limitata, la presenza di queste sostanze in tessuti realizzati anche decine di anni fa (tessuti e abiti che costituiscono la materia prima seconda con cui produrre il tessile riciclato) li rende presente anche nei tessuti riciclati.

Con il progetto APEOS, le aziende partner del tessile riciclato pratese intendono cercare alternative ecologicamente compatibili e sicure per limitare la presenza di agli APEO nei tessuti riciclati.

In particolare, il progetto prevede lo studio della variabilità del contenuto di APEO in campioni di colori differenti (gli APEO sono maggiormente presenti in tessuti di colore rosso o viola ad esempio) e l’individuazione di sistemi idonei alla loro degradazione. Lo studio sarà fatto in via preliminare in laboratorio e poi si procederà alla definizione dei parametri corretti per la realizzazione di un impianto prototipale che impieghi ozono per tale scopo. L’ozono è un potente ossidante impiegato nella degradazione degli APEO nelle acque reflue e che attualmente non è ancora stato impiegato per il trattamento di tessuti per valutarne gli effetti su tali campioni

 

Obiettivo Generale

Il progetto APEOS intende quindi studiare gli effetti dell’ozono sugli alchilfenoli etossilati presenti nelle fibre di tessuto e valutarne la capacità di degradazione sia sulle fibre che nelle acque reflue. Grazie allo studio, il progetto intende mettere a punto un sistema prototipale che permetta il trattamento con ozono sui tessuti in modo sicuro e controllato. Infine, il progetto mira alla realizzazione di una piattaforma gestionale e un database per l’analisi degli impatti economici ed ambientali (sulle aziende del riciclo) del distretto tessile.

Per la Fondazione PIN sono coinvolti nel progetto tre laboratori: MONAMUR, QuMAP e ARCO, con l’Unità di Innovazione Circolare e Commodity Sostenibili.

 

Cosa abbiamo fatto?

Il gruppo di ricerca composto dai 3 laboratori della Fondazione PIN  si è concentrato sullo studio del comportamento degli APEOs legati al tessuto per individuare i sistemi idonei alla loro degradazione ed analisi degli impatti economici ed ambientali (sulle aziende del riciclo) del distretto tessile. La Fondazione PIN si occuperà di effettuare test e prove di laboratorio per la messa a punto dei parametri di processo per la prototipazione dell’impianto per il trattamento dei tessuti

Scopri l’Unità di Innovazione Circolare e Commodity Sostenibili