Valutazione del progetto per l’empowerment legale ed emozionale delle donne sopravvissute alla violenza di genere o a rischio di violenza

Titolo ELENA – Empowerment Legale ed Emozionale per la Non violenza e l’Autonomia

Luogo Roma Est (Municipi V, VI e VII)

Partners  INTERSOS  e CREG – Centro di Ricerche Economiche e Giuridiche dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Ente Finanziatore Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo

 

Contesto

Il progetto ELENA – Empowerment Legale ed Emozionale per la Non violenza e l’Autonomia, nasce per contribuire alla riduzione della vulnerabilità, alla promozione della protezione legale e del benessere psicosociale delle donne sopravvissute o a rischio di violenza di genere, con particolare attenzione alle donne migranti.

Il progetto ha previsto l’attivazione di servizi integrati e transculturali presso il centro polifunzionale INTERSOS24, situato nel quartiere di Torre Spaccata. I24 è  pensato come uno spazio sicuro e a bassa soglia in cui le donne possano tutelare i propri diritti e trovare supporto emotivo e ascolto.

Il progetto ha coinvolto donne, sia straniere che italiane, esposte a situazioni complesse di violenza, precarietà giuridica, dipendenza economica e isolamento sociale, adottando un approccio comunitario (community-based), transculturale, intersezionale e centrato sulla persona sopravvissuta.

Parallelamente allo sportello di supporto legale individuale, incentrato su protezione internazionale, permessi di soggiorno e diritto di famiglia, le beneficiarie sono state accompagnate in percorsi psicosociali di gruppo (supporto emotivo e auto-mutuo-aiuto) volti a favorire l’elaborazione del trauma e il recupero dell’autostima e del potere decisionale.

Accanto al supporto diretto, il progetto ha inoltre investito nella formazione specialistica di operatori/trici territoriali, professionisti/e del terzo settore e studenti universitari (focalizzata su Violenza di Genere, diritto della migrazione e transculturalità), nel rafforzamento della rete territoriale multistakeholder (attraverso sinergie con CPIA, centri di accoglienza e servizi locali) e in sessioni informative legali di gruppo con lo scopo di accrescere la consapevolezza delle donne e della comunità sui propri diritti e sui servizi di protezione disponibili.

 

Obbiettivo Generale

L’Unità di M&E e Valutazione di Impatto è stata coinvolta per condurre la valutazione del progetto e attivare percorsi di apprendimento.

 

Cosa abbiamo fatto?

Per la valutazione del progetto, il gruppo di ricerca di ARCO ha applicato metodi misti, quali-quantitativi.
La valutazione si è avvalsa di metodi di ricerca partecipativi femministi, garantendo un ascolto attivo delle storie delle beneficiarie attraverso la narrazione delle operatrici o il loro diretto coinvolgimento (a seconda delle possibilità), oltre che di questionari sul benessere multidimensionale, l’osservazione diretta della valutatrice e l’analisi di dati secondari. L’integrazione di queste diverse fonti ha permesso di ricostruire non soltanto quali cambiamenti siano avvenuti, ma anche come e attraverso quali meccanismi il progetto abbia contribuito a generarli.

L’analisi parte da una concezione dell’empowerment come processo individuale e collettivo, che riguarda la donna ma anche il sistema di relazioni e il contesto in cui è inserita: la famiglia, la comunità e, più in generale, la società.

Questa prospettiva dialoga con il Capability Approach di Amartya Sen, secondo cui agency e libertà di scelta sono centrali nell’ampliare le opportunità effettivamente a disposizione delle persone per perseguire ciò a cui attribuiscono valore. Nel caso delle donne, questo significa, ad esempio, poter vivere una vita sana, prendersi cura di sé, accedere alla conoscenza e a un lavoro dignitoso, costruire relazioni, partecipare alla vita sociale e pubblica e vivere una vita libera dalla violenza.

Per leggere questi cambiamenti, ARCO ha applicato il proprio framework di analisi dell’empowerment multidimensionale, articolato in tre dimensioni tra loro strettamente interconnesse: Empowerment potenziale (power within) che riguarda le risorse interiori che consentono alla donna di riconoscersi come soggetto capace di agire; Funzionamenti individuali (power to e power with) che riguardano la traduzione di queste risorse in possibilità concrete di scelta e di azione nella vita quotidiana; Funzionamenti collettivi e territoriali, che riguardano le condizioni del contesto che possono favorire o ostacolare l’empowerment.

In questo modo, la valutazione ha permesso di osservare l’empowerment non come un singolo risultato, ma come un processo: dalla crescita della consapevolezza e della fiducia nelle proprie capacità, alla possibilità di tradurle in scelte e azioni concrete, fino alle condizioni del territorio che rendono tali possibilità effettivamente esercitabili.

Particolare attenzione è stata, infine, dedicata all’eticità del processo di raccolta dei dati, garantendo modalità sicure e rispettose, non invasive. Sono state messe in atto specifiche precauzioni volte a evitare qualsiasi rischio di vittimizzazione secondaria, tra cui un’attenta formulazione delle domande, una selezione accurata delle partecipanti e una costante attenzione alla loro sicurezza, sia fisica sia emotiva, nonché alla possibile attivazione di situazioni o ricordi potenzialmente traumatici. L’intero percorso è stato caratterizzato da un approccio empatico, non giudicante e fondato sull’ascolto attivo, considerando le donne come persone titolari di diritti e non come oggetto di indagine.

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