Women in Safety valutazione del progetto per supportare donne sopravvissute alla violenza di genere a Roma

Titolo WOMEN IN SAFETY – accoglienza e protezione in emergenza per donne vittime di violenza

Luogo Roma

Partners Girotondo Soc. Coop. Soc. Onlus,

Ente Finanziatore Fondo Beneficenza Intesa Sanpaolo

 

Contesto

Il progetto Women in Safety mira a contrastare il fenomeno della violenza di genere con azioni per la tutela di donne e bambini/e, tramite il rafforzamento della capacità del territorio di dare risposta immediata alle donne sopravvissute alla violenza attraverso l’avvio di servizi di pronta accoglienza e presa in carico.

Dunque, WiS si propone di promuovere servizi di aiuto per le donne che si trovano in una situazione di bisogno urgente e immediato di protezione; e favorire l’emersione della violenza di genere.

Nell’ambito del progetto è inserita la Casa di Pronta Accoglienza La Mongolfiera: una struttura nata per garantire un accesso immediato alla protezione a donne sopravvissute alla violenza maschile e bambine/i che spesso hanno vissuto violenza assistita.

La Mongolfiera è quindi uno spazio sicuro in cui donne e minori – segnalati da forze dell’ordine, pronto soccorso, Centri Antiviolenza, Servizi Sociali, ecc. – possono sottrarsi immediatamente al controllo dell’autore di violenza e ritrovare sicurezza, ascolto e autodeterminazione.

Insieme ai 3 Centri Antiviolenza e ai 2 sportelli antiviolenza gestiti dalla Cooperativa, la casa di emergenza “La Mongolfiera” mira dunque a rispondere ad alcune principali problematiche legate all’accoglienza di donne vittime di violenza, quali ad esempio, la carenza strutturale di posti nelle case rifugio, la lentezza delle procedure di protezione.

 

Obbiettivo Generale

L’Unità di M&E e Valutazione di Impatto è stata coinvolta per condurre la valutazione finale di progetto, identificare punti di forza e le criticità, approfondendo cosa funziona o non funziona e le ragioni sottostanti e promuovere processi di apprendimento.

 

Cosa abbiamo fatto?

Per condurre la valutazione, il gruppo di ricerca di ARCO ha adottato metodologie qualitative orientate alla centralità delle esperienze delle donne e alla riduzione delle asimmetrie di potere tipiche dei processi valutativi tradizionali.

Sono stati utilizzati Focus Group Discussion, interviste semi-strutturate, storytelling e case stories, concepiti come strumenti per ascoltare la voce diretta delle beneficiarie del progetto, delle operatrici e dei partner della rete territoriale. Questi strumenti qualitativi sono stati integrati con l’analisi documentale e dei dati di monitoraggio, garantendo una triangolazione dei dati per ricostruire la complessità del contesto.

La ricerca ha valorizzato metodi partecipativi femministi, fondati sulla co-costruzione del sapere: le beneficiarie e gli stakeholder sono stati coinvolti non solo come fonti di dati ma come soggetti attivi del processo valutativo. L’ascolto delle storie delle donne è avvenuto in forma mediata dalle operatrici, tenendo conto dei tempi, dei desideri, dei limiti e del carico emotivo di ciascuna partecipante.

Particolare attenzione è stata posta all’eticità della raccolta dati, assicurando un processo sicuro e mai intrusivo. Sono state adottate misure per prevenire qualsiasi forma di vittimizzazione secondaria: cura nella formulazione delle domande, attenzione alla selezione delle partecipanti, alla loro sicurezza fisica ed emotiva, alla gestione dei potenziali trigger. L’approccio adottato è stato empatico, non giudicante e basato sull’ascolto attivo, riconoscendo le donne come soggetti di diritti e non come oggetti di indagine.

valutazione femminista lente genere contaLa valutazione femminista parte dal presupposto che il genere conta.